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Grazie a Bluemed tornano alla luce i lottatori romani di Baia

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Data: 10/07/2018

Il parco di Baia sommersa continua regalare sorprese, quali il mosaico dei lottatori di "pancrazio" e un pavimento geometrico di grande vivacità cromatica. Un video racconta in sintesi l'intervento del NIAS per svelare e consolidare i due mosaici.

Una città sommersa a pochi metri dalla linea della costa nel golfo di Baia, tra Punta Epitaffio e Punta del Castello. E non un insediamento qualunque ma una località di villeggiatura elegante dell’aristocrazia romana, che annoverava edifici pubblici e residenze private di estremo lusso. Pompeo Magno, Marco Antonio, Giulio Cesare, Ottaviano Augusto, Caligola, Nerone, Adriano, Settimio Severo sono tra i più celebri tra quelli che potevano vantare una residenza in questa amena località.  La città di Baia e le altre località della costa dei Campi Flegrei hanno subito lo sprofondamento dovuto al bradisismo e ad altri fenomeni tellurici e sono rimaste sepolte per secoli nei fondali marini.

Nello scorso giugno (dall’11 al 29) nell’ambito di Bluemed Sustainable Tourism Project, il Nucleo per gli Interventi di Archeologica Subacquea (NIAS) dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR) – partner del progetto sotto la direzione scientifica dell’archeologa marina Barbara Davidde – in stretta collaborazione con il Parco Archeologico Sommerso di Baia diretto dall’archeologo Filippo Demma, ha condotto una serie di attività di indagine archeologica e di conservazione in due aree specifiche del sito sommerso dell’antica Baia.

Le aree prescelte sono caratterizzate dalla presenza di due bellissimi mosaici e rientrano in una zona dove i percorsi dedicati ai visitatori subacquei sono già praticabili o di prossimo accesso. Il lavoro svolto ha avuto due obbiettivi: riportare alla luce i mosaici e le relative strutture ai fini dello studio archeologico e del restauro in situ; mettere in sicurezza l’area e consentire una visita sicura e interessante.

Dopo la rimozione dei sedimenti depositati sopra la superficie, i due mosaici sono restaurati in situ da un team di restauratori. Il primo è un mosaico policromo, situato a ovest del Ninfeo di Punta dell’Epitaffio, caratterizzato da decorazioni geometriche entro ottagoni realizzate con tessere blu, ocra, nero, bianco. Questo mosaico, di difficile datazione, ci è pervenuto in cattivo stato di conservazione. L’adesione al substrato è molto debole e quest’ultimo ha perduto la planarità; inoltre manca una gran parte della decorazione e nell’angolo di nord-est il pavimento è collassato di parecchi centimetri.

Il “Mosaico dei Pancraziasti” è invece realizzato con tessere bianche e nere e appartiene all’area termale della cosiddetta Villa con Ingresso a Protiro. Si può ipotizzare una sua datazione alla prima metà del III d.C. Raffigura quattro figure maschili, due delle quali sono atleti che si affrontano nel pancrazio, disciplina sportiva originaria della Grecia e molto diffusa in ambito romano. Il pancrazio combinava aspetti del pugilato e del wrestllink, e consentiva qualsiasi tecnica di combattimento eccetto morsi e graffi.

Delle quattro figure originarie solo tre sono ancora leggibili, i due lottatori e quello che potrebbe essere l’arbitro, tutte e tre raffigurate con eleganza e uno spiccato senso del dinamismo. Della quarta figura, poco ci resta. Il Mosaico dei Pancraziasti richiama un mosaico con lottatori in allenamento (ora esposto nel Castello di Baia, sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei) e proveniente dall’apodytherium di una sontuosa villa di Puteoli, l’antica Pozzuoli (vedi fotina accanto al testo).

Nella nostra pagina Youtube è pubblicato il video dedicato al lavoro svolto a giugno dal NIAS nel sito sommerso di Baia https://youtu.be/YiSO672Yy0E

Maggiori informazioni su Bluemed nella pagina dedicata su questo sito

Bluemed Sustainable Tourism Project è un progetto del Nucleo per gli Interventi di Archeologica Subacquea (NIAS), ISCR in collaborazione con il Parco Archeologico Sommerso di Baia

Gruppo di lavoro

Barbara Davidde, archeologa, direzione scientifica del progetto e Direttore NIAS
Paolo Giulierini, Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei
Filippo Demma, funzionario archeologo del Parco Archeologico dei Campi Flegrei 
Salvatore Carandente, tecnico restauratore subacqueo del Parco Archeologico dei Campi Flegrei
Luciano Muratgia, funzionario amministrativo subacqueo del Parco Archeologico dei Campi Flegrei 
Sandra Ricci, biologa ISCR, indagini biologiche
Rocco D’Urso, geometra ISCR, responsabile della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori
Adriano Casagrande, restauratore ISCR
Marco Ciabattoni, esperto scientifico ISCR
Salvatore Medaglia e Massimiliano Secci, collaboratori ISCR, archeologi subacquei
Riccardo Mancinelli, Luca De Santis,  (C.S.R. Restauro), restauratori subacquei, collaboratori ISCR
Filomena Lucci, collaboratore ISCR, architetto, catalogazione conservativa
Adriano Casagrande, restauratore ISCR
Marco Ciabattoni, esperto scientifico ISCR 
Gabriele Gomez de Ayala, collaboratore ISCR, documentazione 3D e acquisizione dei video footages a 360°
Roberto Petriaggi, già Direttore del NIAS ISCR, archeologo subacqueo, consulente del progetto 
Apparecchiatura meccatronica: Tech4sea Srl, azienda Spin-Off del Dimeg, Università della Calabria
Supporto tecnico e logistico durante le immersioni: Samuele Carannante, Marine Sub