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Concattedrale di Sant’Eustachio di Acquaviva delle Fonti (BA)

Data: 10/04/2025

Restituite due opere in cartapesta dopo il restauro

Il 10 aprile 2025 ritornano ad Acquaviva delle Fonti (BA) due opere restaurate presso l’Istituto Centrale per il Restauro. In particolare, presso il laboratorio PFP2 della sede di Matera sono stati completati gli interventi di restauro conservativo su un Crocifisso in cartapesta policroma e sull’anta superiore sinistra dell’armadio da sacrestia, dorata e dipinta con la scena della conversione di Sant’Eustachio.

Le due opere, entrambe datate alla seconda metà del XVIII secolo, provenivano da un unico manufatto: trattasi dell’armadio da sacrestia e del piccolo Crocifisso in cartapesta che, come testimonia la scheda OA del catalogo ICCD, risultava allestito nella sua parte centrale solo in un periodo della sua storia conservativa; infatti grazie allo studio approfondito degli oggetti e alla ricerca d’archivio, è stata appurata la non pertinenza della scultura all’arredo.

L’armadio era montato, fino agli anni ’90, nella sacrestia della cripta della concattedrale di Sant’Eustachio, ad Acquaviva delle Fonti (BA); successivamente è stato smontato e tutte le sue ante dipinte e dorate sono state accatastate in un’altra stanza della cripta, mentre il Crocifisso è stato esposto nella chiesa superiore, allestito su una croce moderna. L’intervento di restauro è stato condotto parallelamente sul Crocifisso e sull'anta superiore sinistra.

Il Crocifisso (68 x 63 x 25 cm) di autore sconosciuto ma tecnicamente ascrivibile alla produzione napoletana, è risultato essere un manufatto completamente cavo ottenuto dall’assemblaggio dei vari pezzi ottenuti con la tecnica del papier collé e con “vestizione” del perizoma. Sono presenti delle accentuazioni delle ferite del corpo martoriato eseguite con cartapesta a rilievo e si rintracciano segni di focheggiatura, ovvero una pratica che con arnesi metallici arroventati rifiniva il modellato in cartapesta. L’esecuzione dell’opera è proseguita con la stesura di un sottile strato preparatorio a base di gesso e colla animale, propedeutico all’applicazione dello strato pittorico eseguito a tempera.

La tavola costituente l’anta superiore sinistra dell’armadio (74,5x92x2 cm) è stata ottenuta mediante incollaggio e chiodatura di diversi pezzi in abete rosso o larice. Sul bordo sinistro trovano collocazione due cerniere in ferro battuto, funzionali all’apertura dell’anta, e sul retro è avvitata una serratura metallica in ferro battuto. Tutti gli elementi lignei risultavano preparati a gesso e colla e poi e dipinti, mentre le cornici dorate presentavano una stesura di bolo giallo funzionale all’applicazione di foglia argento, successivamente meccata ad imitazione dell’oro.

La scena centrale, realizzata a grisaille sui toni dell’azzurro, raffigura il Santo che, in abiti militari romani e accompagnato sulla scena dal cavallo, dal cane e da vari strumenti da caccia, vive l’incontro mistico con un cervo, caratterizzato da un Crocifisso in mezzo alle corna, che gli parla dall’alto di un promontorio.
Gli interventi di restauro sono stati realizzati nell’ambito della tesi di laurea dal titolo “L’armadio da sacrestia e il Crocifisso della Concattedrale di Acquaviva delle Fonti (BA). Studio per una restituzione del manufatto e approfondimento sulla produzione e il restauro delle opere in cartapesta”, discussa nell’aprile 2023 dalla tesista Antonella Giotta, allieva del 68° corso PFP2 della Scuola di Alta Formazione e Studio ICR di Matera. L’intervento sulla tavola si è concluso già durante il periodo di tesi, mentre alcune operazioni sulla scultura in cartapesta sono state portate avanti, seguendo la metodologia messa a punto con il lavoro di tesi, durante le attività didattiche che hanno coinvolto negli anni successivi le allieve del 72° e 74° corso PFP2 di Matera.

Gruppo di lavoro

Luigi Oliva: Direttore Istituto Centrale per il Restauro
Giorgio Sobrà: Direttore Scuola di Alta Formazione e Studio ICR sede di Matera
Francesca Capanna: Direttore Scuola di Alta Formazione e Studio ICR sede di Roma
Patrizia Giacomazzi: restauratrice ICR, relatore coordinatore tesi, referente didattico PFP2
Tesista: Antonella Giotta, 68° corso PFP2

Studenti SAF-ICR Matera del 72°corso PFP2: Capolunghi Alessia, Contini Alessandra, Dicanio Rosaria, Gambareale Francesca, Misurelli Lucia Beatrice, Porzio

Studenti SAF-ICR Matera del 74° corso PFP2: Assaiante Giorgia, Borgia Sara, Ciacci Eleonora, De Cave Claudia, Di Giovine Eliana, Dionigi Melissa, Pasquariello Cecilia, Rosso Maria, Statuto Sabrina, Vertulli Maria

Documentazione fotografica: Angelo Raffaele Rubino, Claudio Santangelo

Logistica: Flavio Garzia, Alessandro Pierangeli.

 

Sul Comunicato stampa allegato approfondisci l’intervento di restauro.