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RIPARTE IL RESTAURO DELLO STENDARDO DELLA SS. TRINITÀ DI RAFFAELLO
Data: 22/07/2025
Studio diagnostico e nuove soluzioni estetiche per restituire coerenza visiva all?opera giovanile di Raffaello
Giovedì 17 luglio è stato trasferito in ICR lo Stendardo della SS. Trinità, custodito a Palazzo Vitelli alla Cannoniera, sede della Pinacoteca comunale di Città di Castello. Si apre così l’ultima fase di un progetto di revisione estetica avviato nel 2019, volto a restituire una percezione più unitaria di quest’opera.
Lo stendardo, realizzato intorno al 1500 per la Confraternita della Santissima Trinità come ex voto per la peste del 1497-98, raffigura da un lato la SS. Trinità con i santi Sebastiano e Rocco e dall’altro l’insolito tema della Creazione di Eva. Si tratta di una straordinaria testimonianza del precoce talento di Raffaello, dove si intrecciano influenze stilistiche paterne e peruginesche con un linguaggio del tutto nuovo.
Compromesse da oltre un secolo di uso processionale, nel 1628 le due facce che componevano lo stendardo vennero separate ed esposte come due pale d’altare. Nel corso del XIX secolo interventi poco appropriati avevano finito per mascherare il degrado degli strati pittorici mediante l’applicazione di adesivi e il rifacimento di ampie porzioni. Solo nel 1952 il restauro condotto dall’Istituto Centrale del Restauro riportò alla luce le stesure pittoriche originali che, pur lacunose, convinsero Cesare Brandi ad adottare una soluzione di estremo rigore filologico: lasciare tutte le lacune, senza distinzione, con la tela a vista, uniformandole con una colorazione rosso-bruna pensata per creare un livello cromatico distinto rispetto a quello delle immagini.
Nel 2019 il Laboratorio di restauro dei Dipinti su tela ha avviato uno studio per riconsiderare il trattamento delle lacune, con una riflessione più attuale, orientata a superare la rigida estetica minimale del passato, e ristabilire il corretto equilibrio tra figura e fondo ridimensionando le proprietà emergenti delle lacune. Nella prima fase, tra il 2019 e il 2021, dopo uno studio sull’impatto visivo delle mancanze e ricostruzioni virtuali progressive, sono state completate a tratteggio le aree che presentavano i requisiti formali e cromatici per essere integrate. Nella fase attuale verranno trattate le lacune non reintegrabili, che, per il loro marcato contrasto cromatico, interferiscono fortemente con la percezione complessiva: l’intervento sarà diretto principalmente a ridurre tale impatto, agendo sugli strati sovrammessi alla tela.
Un ulteriore sviluppo è rappresentato dal progetto digitale, realizzato in collaborazione con CNR-INO, CNR-ISASI e CNR-ISTI, che prevede la creazione di un modello capace di applicare illusioni ottiche ai campi vuoti delle lacune, offrendo così una percezione più coerente e organica della composizione originale, fruibile tramite realtà aumentata.
Il restauro sarà accompagnato da un approfondito studio diagnostico, con indagini non distruttive condotte grazie a sensori multispettrali di ultima generazione, recentemente acquisiti dal Laboratorio di Fisica e Controlli Ambientali dell’ICR. Queste analisi, basate su tecnologie come InGaAs e CQD, permetteranno di indagare gli strati più profondi della pittura e di ottenere nuove informazioni sulla tecnica e sui pigmenti utilizzati dal giovane Raffaello. Indagini XRF mapping e l’analisi delle sezioni stratigrafiche prelevate nel restauro del 1952, riesaminate con strumenti aggiornati come SEM-EDS, consentiranno di integrare i dati già raccolti, arricchendo la comprensione dei materiali originali. I risultati saranno oggetto di pubblicazione.
Al termine delle attività, concordate con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, lo stendardo sarà esposto al Metropolitan Museum of Art di New York in occasione della mostra “Raphael Sublime Poetry”, a cura di Carmen Bambach, prevista dal 23 marzo al 28 giugno 2026. Le operazioni di movimentazione, imballaggio e trasporto, sia verso Roma sia verso New York, sono state pianificate dall’ICR con misure di sicurezza elaborate in conformità ai più elevati standard tecnologici, considerando l’eccezionale valore dell’opera.
Direzione dei lavori: Alessandra Ferlito
Progettazione e direzione operativa intervento di restauro:
Alessandra Ferlito, Barbara Lavorini, Giorgia Pinto, Sabrina Maria Sottile
Aspetti storico-artistici: Tullia Carratù (Rup)
Indagini chimiche: Marcella Ioele
Indagini fisiche: Roberto Ciabattoni, Vanessa Fontani
Documentazione grafica e fotografica. Claudio Santangelo
Movimentazione e trasporto: Alessandro Pierangeli, Flavio Garzia
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