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  • Restauri - Restauri conclusi
  • Il rotolo dipinto giapponese "dei trentatré cavalli", Museo Stibbert, Firenze

  • Alla stanga, Giovanni Segantini, Galleria nazionale d'arte moderna, Roma

  • Tibiae, Museo degli Strumenti Musicali, Roma

  • Rotella da parata in cuoio. Museo Bagatti-Valsecchi, Milano

  • Gli affreschi di Polidoro da Caravaggio dal Casino del Palazzo del Bufalo a Roma

  • Angelo in maiolica, Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto

  • Storie di Sant'Orsola. L'arrivo a Colonia, Vittore Carpaccio, Gallerie dell'Accademia, Venezia

  • La cassaforte della casa dei Vettii, Pompei

  • Cromatica, Guido Strazza, Macro, Roma

  • Mappa toroidale di 5 paesi e 4 colori, Sergio Lombardo, Macro, Roma

  • Il Satiro Danzante di Mazara del Vallo

  • La peschiera della villa romana di Torre Astura, Nettuno, Roma

  • Il polittico di Santa Sabina, cappella di San Tarasio, chiesa di San Zaccaria a Venezia

  • Elefantino di piazza della Minerva a Roma

  • Baia sommersa, Villa dei Pisoni, Pavimento in mosaico bianco

  • Baia sommersa, Terme di Punta dell'Epitaffio. Pavimento in opus sectile

  • Baia Sommersa, Via Erculanea

  • Pietà con San Giovanni, la Maddalena e un Vescovo, Chiesa di Sant'Agostino, Gallese

  • Il Mitra tauroctono dalla Civita di Tarquinia

  • Gonfalone storico dell'università La Sapienza di Roma

Restauri conclusi

  • Stendardo di San Giovanni Battista, Città di Castello

    In occasione della riconsegna alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello (PG) del Gonfalone della Santissima Trinità di Raffaello, è stato sottoposto alla nostra attenzione questo stendardo.

    L’opera era caratterizzata da tecniche esecutive e problemi conservativi di grande interesse per le attività di ricerca e formazione di questo istituto. Lo stendardo presentava numerose lacerazioni della tela che avrebbero richiesto un risarcimento complesso e delicato non essendo possibile ricorrere alla foderatura poiché dipinto su entrambe le facce.

    Lo stendardo è stato quindi accolto presso i nostri laboratori nel 2007 per avviare il delicato intervento, che è stato ultimato nel settembre 2010.

     

    restauro e documentazione grafica:
    Federica Cerasi
    Alessandra Ferlito
    Giorgia Pinto

    realizzazione della struttura di sostegno: Antonio Iaccarino Idelson e Carlo Serino (Equilibrarte)

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  • Mappa toroidale di 5 paesi e 4 colori, Sergio Lombardo, Macro, Roma

    Il Laboratorio dipinti e materiali contemporanei dell’ Istituto Superiore Conservazione e Restauro ha fatto oggetto di studio e restauro un’opera realizzata da Sergio Lombardo negli anni 90, composta da 8 tele dal titolo: Mappa toroidale di 5 paesi e 4 colori. Le tele sono state danneggiate da una percolazione d’acqua nei depositi del museo proprietario. Il lavoro oggetto dell’attività didattica si è realizzato  negli a.a. 2006/7 e 2007/8 con 11  allievi restauratori del IV anno di corso di formazione del settore dipinti (Laura Conti,   Francesca Graziosi,  Laura Tocci, Luca Vollono, Giuseppe Agulli, Alessandra Ferlito, Giorgia Pinto, Maddalena Santoro, Francesca Cencia, Federica Cerasi, Mauro Stallone) e con i  restauratori di settore. Il completamento del lavoro è stato infine affidato, dopo il loro diploma, agli ex allievi dell’a.a.2008. Il lavoro è stato seguito all'ingresso anche da Maria Grazia Castellano e M.Pia Nugari.
    L’artista invitato prima e dopo il restauro ha fornito dati precisi sulla tecnica ed ha apprezzato il lavoro di recupero dell’opera.
     

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  • Il relitto di San Pietro in Bevagna

    Nell’anno 2009, il “Relitto dei sarcofagi” è stato oggetto di un cantiere promosso dal Nucleo per gli interventi di Archeologia Subacquea dell’ISCR, a seguito di un articolato progetto ideato dall’allora direttore del Nucleo dott. Roberto Petriaggi. Il progetto ha previsto il restauro, la conservazione e la musealizzazione in situ dei sarcofagi marmorei con la creazione di un itinerario di visita subacqueo. 

     

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  • Camice di Pio IX, Santa Maria Sopra Minerva, Roma

    In occasione della mostra “Antichi Telai. I tessuti d’arte del Patrimonio del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno” svoltasi a Roma nel maggio 2009 è stato chiesto l’intervento del Laboratorio di restauro Manufatti Tessili su questo prezioso manufatto - un ampio camice in mussola e organza con finissimi ricami, conservato presso la Chiesa di S. Maria sopra Minerva a Roma nel Museo dei Paramenti Liturgici – che presentava una discreta condizione conservativa, tuttavia inadeguata all’esposizione in mostra.

    Il paramento liturgico fu realizzato per il Beato Pio IX, Giovanni Maria Mastai Ferretti, papa dal 1846 al 1878. La sua biografia lo descrive come un difensore dei valori spirituali, in attività di missionario in Cile o come direttore del Collegio “S. Michele a Ripa”, a servizio dei giovani e degli anziani e di diverse “anime in pericolo”. Durante il suo pontificato promosse nuove forme di culto e di vita spirituale, come la devozione eucaristica, quella verso il Sacro Cuore e quella mariana; dette slancio all'attività missionaria in Asia e in Africa.

    Il camice viene generalmente definito come una “veste interiore” che ricopre l’intera figura del sacerdote. Oggetto di origine antichissima, confezionato in tessuti semplici in lino, canapa o cotone, ha avuto nel corso dei secoli evoluzioni nel taglio e nella forma. Il significato simbolico attribuito a questa veste fu da sempre la purezza, espressa dal colore bianco. Nel corso dei secoli, le zone dei polsi e l’orlo inferiore si arricchirono con decorazioni di merletti o ricami anche in filati d’oro. Questa usanza vide nel XVII e soprattutto nel XVIII secolo, diventare l’orlatura in merletto o in ricamo la parte prevalente della veste.

    Nelle maniche, i pizzi o i ricami sono sempre sovrapposti ad un tessuto del colore del rango ecclesiastico di chi lo indossa: per i sacerdoti neoconsacrati è l’azzurro, per i parroci il rosso vermiglio, per i vescovi il paonazzo, per i cardinali il porpora e per il Papa il bianco.

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