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  • Restauri - Restauri conclusi
  • Il rotolo dipinto giapponese "dei trentatré cavalli", Museo Stibbert, Firenze

  • Alla stanga, Giovanni Segantini, Galleria nazionale d'arte moderna, Roma

  • Tibiae, Museo degli Strumenti Musicali, Roma

  • Rotella da parata in cuoio. Museo Bagatti-Valsecchi, Milano

  • Gli affreschi di Polidoro da Caravaggio dal Casino del Palazzo del Bufalo a Roma

  • Angelo in maiolica, Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto

  • Storie di Sant'Orsola. L'arrivo a Colonia, Vittore Carpaccio, Gallerie dell'Accademia, Venezia

  • La cassaforte della casa dei Vettii, Pompei

  • Cromatica, Guido Strazza, Macro, Roma

  • Mappa toroidale di 5 paesi e 4 colori, Sergio Lombardo, Macro, Roma

  • Il Satiro Danzante di Mazara del Vallo

  • La peschiera della villa romana di Torre Astura, Nettuno, Roma

  • Il polittico di Santa Sabina, cappella di San Tarasio, chiesa di San Zaccaria a Venezia

  • Elefantino di piazza della Minerva a Roma

  • Baia sommersa, Villa dei Pisoni, Pavimento in mosaico bianco

  • Baia sommersa, Terme di Punta dell'Epitaffio. Pavimento in opus sectile

  • Baia Sommersa, Via Erculanea

  • Pietà con San Giovanni, la Maddalena e un Vescovo, Chiesa di Sant'Agostino, Gallese

  • Il Mitra tauroctono dalla Civita di Tarquinia

Restauri conclusi

  • Il polittico di Santa Sabina, cappella di San Tarasio, chiesa di San Zaccaria a Venezia

    Il polittico di Santa Sabina fa parte di uno tra i più importanti complessi pittorici e scultorei realizzati a Venezia nella metà del XV secolo. Riccamente scolpito e dipinto da Antonio Vivarini e Giovanni d’Alemagna nel 1443, è composto di sei dipinti su tavola a fondo oro disposti su due registri, incorniciati in una monumentale struttura lignea intagliata e dorata, caratteristica dei polittici di fattura veneziana. L’opera è giunta presso il laboratorio di Dipinti su Tavola dell’ISCR nel dicembre 2013, con l’autorizzazione della Soprintendenza di Venezia, il cui laboratorio scientifico ha partecipato al progetto con alcune indagini scientifiche preliminari.

    Il polittico, di proprietà ecclesiastica, ha la sua collocazione originale nella cappella di San Tarasio della chiesa di San Zaccaria. La Curia di Venezia ha incoraggiato e approvato tale intervento, accettando che il prezioso manufatto fosse restaurato durante il primo anno del percorso formativo PFP2 della Scuola di Alta Formazione dell’ISCR. Numerosi sponsor hanno contribuito alla realizzazione del progetto.

    L’intervento di restauro è stato eseguito sia sul supporto che sulla pellicola pittorica. Lo studio delle condizioni microclimatiche della cappel­la in cui le opere sono esposte è consistito nel monitoraggio costante della temperatura e dell’umidità relativa, per riprodurre nel laboratorio di dipinti su tavola dell’ISCR condizioni simili.

    A conclusione dell'intervento è stata allestita nel laboratorio stesso una mostra didattica con pannelli tematici per presentare al  pubblico i sei dipinti e per  illustrarne le complesse fasi del restauro (visualizza la pagina dedicata).

    Gruppo di lavoro ISCR

    Direzione dei lavori: Daila Radeglia
    Coordinamento degli interventi conservativi, direzione operativa, intervento di restauro e didattica: Albertina Soavi, Gloria Tranquilli
    Direzione operativa, intervento di restauro e didattica: Francesca Fumelli, Paolo Scarpitti
    Indagini chimiche: Fabio Talarico
    Indagini fisiche multispettrali: Fabio Aramini, Mauro Torre
    Progettazione dell’impianto di rilevamento microclimatico: Carlo Cacace
    Indagini microclimatiche e controllo delle condizioni di trasporto: Elisabetta Giani
    Gestione e controllo strumentazione per il mantenimento delle condizioni microclimatiche: Maurizio Spinucci
    Indagini biologiche: Giulia Galotta; Maria Rita Giuliani
    Identificazione delle specie botaniche: Antonella Altieri e Gianfranco Priori
    Studio dei tessuti raffigurati e dell’abbigliamento: Silvia Checchi, Manuela Zarbà
    Documentazione fotografica: Angelo Rubino
    Documentazione grafica: Marina Marchese

    Allieve del 64° Corso di restauro PFP2: Giulia Cappelloni, Fabiana Di Lorenzo, Alessia Fasciani, Valeria Genuardi, Eleonora Leone Sciabolazza, Teresa Mascolo, Laura Montaina, Micaela Storari, Martina Vento, Elena Zaccagnini

    Hanno inoltre collaborato:

    Assistenza alla didattica: Federica Moretti (restauratrice)
    Davide Bussolari (Diagnostica per l'Arte Fabbri), radiografie
    Indagine XRF: Enrico Fiorin (Polo Museale veneziano)

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  • La cassaforte della casa dei Vettii, Pompei

    L’Istituto è stato presente, fin dal 1996, nella domus dei Vettii di Pompei con un progetto di restauro integrale, rivolto non solo al complesso architettonico con le sue finiture, ma anche alle decorazioni e agli arredi.
    Fra questi ultimi, particolare importanza rivestono le due casseforti dell’atrio. Quella meridionale, oggetto dell’intervento di restauro, presentava uno stato di conservazione estremamente precario, tale da consigliare la sua rimozione dal sito.
    Pertanto nel 1998 l’Istituto ha realizzato un cantiere didattico sul manufatto per effettuare alcuni interventi propedeutici alla sua messa in sicurezza durante la manipolazione, l’imballaggio ed il successivo trasporto presso il Laboratorio Metalli e Leghe dell’ISCR. In tale occasione è stata approntata una struttura atta a sostenerne il notevole peso (kg 150 circa).
    In seguito, nell’ambito delle attività didattiche della Scuola di Alta Formazione dell’Istituto, si è giunti alla definizione del progetto ed alla realizzazione di parte dell'intervento di restauro. Il suo completamento, con l’esecuzione del supporto definitivo e la documentazione grafica conclusiva sono stati affidati al Consorzio Kavaklik di Roma.

     

    Gabriella Prisco (già ISCR): RUP e Direttore lavori

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  • Storie di Sant'Orsola. L'arrivo a Colonia, Vittore Carpaccio, Gallerie dell'Accademia, Venezia

    Tra il  nostro Istituto e le Gallerie dell’Accademia di Venezia esiste un consolidato rapporto di collaborazione. Nell’ambito di questa collaborazione si colloca il restauro della grande tela di Vittore Carpaccio raffigurante L’arrivo a Colonia facente parte del grande ciclo delle Storie di Sant’Orsola.

    Il dipinto di grandi dimensioni (misura cm 280 x 255) è realizzato con materiali costitutivi e tecnica  esecutiva di grande interesse collocandosi al confine tra le tecniche per i dipinti su tavola e l’arrivo delle opere su tela. Risultava particolarmente mortificato dall’alterazione cromatica della pesante verniciatura risalente all’ultimo restauro.

    Il dipinto è pervenuto presso i Laboratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma alla fine del mese di Dicembre 2012 ed è stato collocato nella Sala del Marco Aurelio, dove vengono restaurati i dipinti di grandi dimensioni. Sul retro della  tela è stato accostato un sensore in grado di verificare le oscillazioni termo igrometriche ambientali consentendo di prendere provvedimenti in caso di eccessive oscillazioni.

    Durante il mese di gennaio 2013, l’opera è stata sottoposta ad una campagna fotografica preliminare con luce normale ed UV mirata alla registrazione dello stato di conservazione  prima dell’intervento e all’esecuzione della base grafica per la documentazione di tutte le fasi del restauro.

    Sono inoltre state effettuate indagini multispettrali non invasive (IR falso colore e particolari riflettografici in IR) ad integrazione delle indagini già eseguite a Venezia.

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  • Bandiera del cacciatorpediniere Zeffiro, Roma

    La bandiera è conservata presso l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore delle Reali Tombe del Panteon, dove è pervenuta per donazione ed è indicata dal possessore come bandiera del Cacciatorpediniere Zeffiro.
    Il suo restauro è stato finalizzato a conservare questo “documento tessile” con scelte metodologiche che hanno rispettato l'opera nella sua storicità.

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