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Massimo Montella (1948- 2019)

Data: 07/03/2019

Lo scorso 28 febbraio è venuto a mancare il prof. Massimo Montella, docente dell?Università di Macerata ed esperto di gestione del patrimonio culturale

Pubblichiamo il ricordo di due ex allieve di Montella, Francesca Capanna, Direttore della SAF-ISCR sede di Roma, e Cristina Lollai, Funzionario della Promozione e Comunicazione ISCR

Con profondo cordoglio che ho appreso la notizia della scomparsa del prof. Massimo Montella. Laureato in lettere moderne, per lunghi anni ha diretto gli uffici del Servizio per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali della Regione Umbria, progettando e organizzando, dal 1990, quel sistema museale grazie al quale la regione ha raggiunto risultati tra i più avanzati sul territorio nazionale, un modello finalizzato alla conservazione programmata e preventiva, sulla scia dei lavori intrapresi da Giovanni Urbani, e alla valorizzazione dei beni culturali in relazione al paesaggio.
Ho conosciuto il professore in anni recenti, durante i miei studi presso la Scuola di Specializzazione in Beni Artistici e Storici tenuto presso l’Università degli studi di Macerata dove dal 2006 al 2013 è stato direttore del dipartimento dei beni culturali che volle intitolare appunto a Giovanni Urbani. 
Ho frequentato con interesse crescente, settimana dopo settimana le sue lezioni di "Economia e gestione delle imprese". La sua convinta difesa dei principi guida del “progetto pilota”, dell’approccio programmato alla conservazione dei beni culturali, di una gestione sistemica della tutela e della valorizzazione ha rinverdito le mie radici dandomi una nuova energia da investire per il nostro Istituto. Lo ricordo con stima e riconoscenza, la sua determinazione e i suoi insegnamenti mi sono quotidianamente preziosi nella conduzione della Scuola di Alta Formazione dell'ISCR.

Francesca Capanna

 

Massimo Montella è stato il mio docente di “Economia e Gestione delle Imprese” presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell’Università di Macerata. Uomo di profonda cultura e di rara ironia, riusciva con lezioni appassionate e divertenti a rendere comprensibili, per le menti dei suoi giovani allievi umanisti, concetti come “accountability”, “stakeholder” e “public management”, infiorettandoli con citazioni di poesie e di opere d’arte.

Come studentessa gli sono profondamente grata, perché credo che le sue lezioni siano state fondamentali non solo per superare il concorso di “Funzionario per la Promozione e Comunicazione”, ma anche per arricchirmi a livello umano.
Oltre ad aver sviluppato il concetto di “rete museale” ed a metterlo in pratica per la prima volta nella Regione Umbria, grazie al coinvolgimento virtuoso delle istituzioni locali e nazionali, il Professor Montella ha concorso alla redazione dell' "Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei", decretato nel 2001; è stato presidente della Commissione per la definizione dei livelli minimi della valorizzazione e vicepresidente della Commissione ministeriale per la revisione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
La sua più grande conquista è stata, tuttavia, la diffusione dell’idea, oggi condivisa dalla maggioranza degli studiosi, che i musei e gli istituti culturali determinino anche benefici materiali e che concorrano, come fattore di produzione strategico, allo sviluppo del territorio. La concezione sistemica del patrimonio culturale lo ha accomunato a quel “fronte” di storici dell’arte, come Giovanni Urbani, Andrea Emiliani e Bruno Toscano, che negli anni ’60 e ’70 hanno ricondotto la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale nel quadro della politica economica ed urbanistica, abbattendo le tradizionali barriere, di eredità neoidealistica, tra arte, scienza e tecnica
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Cristina Lollai