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Seconda giornata - Discussione Tesi di Laurea SAF Roma A.A. 2022/2023 (17 Novembre 2023)

Data: 16/11/2023

A conseguire il titolo saranno sette studenti del PFP2 e del PFP1

Domani 17  Novembre 2023, a partire dalle ore 09:00, presso l’Aula Magna “Cesare Brandi” della sede ICR di Roma in via di San Michele 25, conseguiranno il titolo di Diploma di Laurea Magistrale in “Conservazione e Restauro dei Beni Culturali” sette allievi della Scuola di Alta Formazione dell’ICR, sede di Roma, nell’ambito del percorso formativo professionalizzante PFP2 (Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile; manufatti scolpiti in legno; arredi e strutture lignee; manufatti e materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti) e del percorso formativo professionalizzante PFP1 (Materiali lapidei e derivati; superfici decorate dell’architettura).

La sessione di laurea si terrà in presenza.

Sono indicati di seguito i nomi dei laureandi, dei relatori ed il titolo e l'argomento delle rispettive tesi.

Inizio ore 9.00

1CANDIDATA: Andreea Loredana Marica Stipo

Settore PFP2

Titolo Tesi: Santa Chiara di Michelangelo Anselmi del Museo di Capodimonte di Napoli. Studio delle vicende storiche alla luce dei documenti, intervento di restauro e analisi della tecnica esecutiva, riferita ai dipinti a tempera su tela.

Relatori:

Giorgia Pinto, restauratore ICR (coordinatore);

Tullia Carratù, storica dell’arte ICR (aspetti storico artistici);

Marcella Ioele, laboratorio di chimica ICR (aspetti scientifici).

Altri relatori: Roberto Ciabattoni, laboratorio di fisica e controlli ambientali ICR (aspetti scientifici); Manuela Maria Concetta Zarbà restauratore ICR; Carolina Rigon, laboratorio di chimica ICR; Maria Rita Giuliani laboratorio di biologia ICR; Angela Cerasuolo, restauratore presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte; Angelo Raffaele Rubino, laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR.

Argomento

Il lavoro di tesi ha avuto come oggetto il restauro del dipinto a tempera su tela Santa Chiara d’Assisi di Michelangelo Anselmi, conservato nei depositi del Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli. Il restauro del dipinto a tempera ha rappresentato un'importante occasione per poter affrontare e portare a compimento in maniera critica le diverse problematiche che l’intervento di restauro ha comportato in corso d’opera.

L’approfondimento di tesi si è concentrato sul confronto tra il restauro realizzato nel 1957 e l’attuale, paragonando sia i materiali che le metodologie impiegate. Inoltre, l’esigenza di affrontare la criticità visiva delle ampie lacune, non ricostruibili a livello di strati pittorici, ha offerto una buona occasione per trovare una soluzione più adeguata alla presentazione estetica dell’opera. È stata individuata una metodologia con cui trattare la tela utilizzata per gli inserti con tinture vegetali, per ottenere un colore omogeneo e il più possibile simile a quello della tela originale. La sperimentazione si è indirizzata verso le tinture vegetali, utilizzando alcuni prodotti naturali destinati all’uso alimentare.

La sperimentazione, allestita su provini appositamente realizzati, ha dimostrato la stabilità dei materiali utilizzati anche a seguito di test di invecchiamento artificiale, tale da far considerare le tinture vegetali una valida alternativa ecologica ai coloranti sintetici.

Inizio ore 10.00

2CANDIDATO: Daniele Purgatorio

Settore PFP2

Titolo Tesi: Restauro di un tabernacolo ligneo con inserti in avorio proveniente dalla chiesa del Santissimo Crocifisso di Tolentino, studio e applicazione di nuove tecnologie per la reintegrazione plastica dei beni culturali

Relatori:

Manuela Maria Concetta Zarbà, restauratore ICR (coordinatore);

Francesca Romana Liserre, architetto ICR (aspetti storico artistici);

Giulia Galotta, biologo ICR (aspetti scientifici).

Altri relatori: Marisol Valenzuela, restauratore ICR; Roberto Ciabattoni, laboratorio di fisica e controlli ambientali ICR (aspetti scientifici); Roberto Saccuman, restauratore professionista esterno; Angelo Raffaele Rubino, laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR.

Argomento

Il lavoro di tesi ha riguardato l’intervento di restauro effettuato sul tabernacolo ligneo proveniente dalla chiesa del Santissimo Crocifisso di Tolentino (MC), esempio eccellente di artigianato cappuccino tardo-seicentesco. La scelta del manufatto è avvenuta sulla base delle precarie condizioni di conservazione, frutto non soltanto di degrado ma soprattutto dei traumatici effetti del terremoto del Centro Italia (2016). Le ripercussioni del sisma sul tabernacolo sono state limitate ma non trascurabili, provocando la perdita parziale dell’unità formale della struttura lignea, con evidenti conseguenze sulla leggibilità dei volumi architettonici. 

L’intervento ha innanzitutto previsto la pulitura integrale delle superfici, rivelando una inaspettata ricchezza delle cromie lignee generata dall’accostamento di specie diverse. La presenza di stoffe pregiate a rivestimento dello scompartimento interno ha inoltre rappresentato un’ulteriore fonte di interesse storico-artistico, imponendo un approccio multidisciplinare che si è avvalso del laboratorio di manufatti tessili dell’ICR.

Il lavoro di tesi ha infine delineato una panoramica delle principali tecniche di fabbricazione digitale applicabili alla reintegrazione plastica del legno. 

La ricerca di un sistema di reintegrazione plastica coerente con la tecnica esecutiva del tabernacolo ha portato alla conclusiva selezione di processi di fabbricazione sottrattiva che consentissero la lavorazione del materiale ligneo tramite fresatura a controllo numerico (CNC).

Inizio ore 11.00

3CANDIDATOAntony Cerutti 

Settore PFP1

Titolo Tesi: Il rimontaggio del Sarcofago con scene di caccia conservato presso il Museo Nazionale Romano: studio di sistemi di fissaggio non invasivi e progettazione di supporti reversibili e vincoli mobili per l’assemblaggio di opere frammentarie.

Relatori:

Adriano Casagrande, restauratore ICR (coordinatore);

Simona Pannuzi, archeologo ICR (discipline umanistiche);

Roberto Ciabattoni, laboratorio di fisica e controlli ambientali ICR (aspetti scientifici).

Altri relatori: Debora Papetti, restauratore presso il Museo Nazionale Romano; Chiara Giobbe, archeologa presso il Museo Nazionale Romano; Angelo Raffaele Rubino, laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR; Claudio Santangelo, laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR; Francesco Frullini, architetto professionista esterno.

4. CANDIDATASara De Angelis

Settore PFP1

Titolo Tesi: Il rimontaggio del Sarcofago con scene di caccia conservato presso il Museo Nazionale Romano: studio di sistemi di fissaggio non invasivi e progettazione di supporti reversibili e vincoli mobili per l’assemblaggio di opere frammentarie

Relatori:

Adriano Casagrande, restauratore ICR (coordinatore);

Simona Pannuzi, archeologo ICR (discipline umanistiche);

Roberto Ciabattoni, laboratorio di fisica e controlli ambientali ICR (aspetti scientifici).

Altri relatori: Debora Papetti, restauratore presso il Museo Nazionale Romano; Chiara Giobbe, archeologa presso il Museo Nazionale Romano; Angelo Raffaele Rubino, laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR; Claudio Santangelo, laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR; Francesco Frullini, architetto professionista esterno.

Argomento (comune ai due laureandi Antony Cerutti e Sara De Angelis)

Il lavoro di tesi ha avuto come oggetto l’intervento di restauro, lo sviluppo di sistemi di vincolo e di supporto reversibili, nonché lo studio di metodi d’incollaggio non invasivi per il rimontaggio del sarcofago con scene di caccia del III sec. d.C., conservato al Museo Nazionale Romano.

L’opera è stata individuata come oggetto di tesi per la sua particolare rilavorazione in epoca romana e per le peculiari condizioni conservative: il sarcofago presenta, infatti, un taglio effettuato in antico che lo divide in due porzioni indipendenti l’una dall’altra. Inoltre, si evidenziano criticità sia relativamente al quadro fessurativo e frammentario (quattrocentodieci elementi), che riguardo alle mancanze presenti.

L'intervento di restauro ha visto una fase iniziale di catalogazione di tutti i frammenti; la seconda fase del lavoro ha compreso la progettazione dei vincoli mobili e dei supporti compositi fibrorinforzati, che hanno permesso di ripristinare l'unità dell'opera, nonché di test valutativi sulle resine impiegate. Tale progetto si è concretizzato nello sviluppo di vincoli mobili e reversibili e nella produzione di supporti in carbonio che riproducono perfettamente la morfologia delle superfici senza la necessità di utilizzare perni o effettuare forature.

Per il recupero della leggibilità dell’opera, è stato avviato un intervento di pulitura in due fasi che ha visto l’utilizzo di mezzi meccanici quali spugne Wishab Akapad, bisturi e aspiratori e, nella seconda fase, l’utilizzo di mezzi pulenti chimici e fisici altamente controllabili e selettivi: supportante a base di Nevek e Laser nd:Yag modello “EOS Combo”. 

Pausa ore 13.00

Inizio ore 14.00

5. CANDIDATA: Alice D’Agostino

Settore PFP1

Titolo Tesi: Il restauro della Pala di Sant’Antonio Abate di Tullio e Girolamo Siciolante da Sermoneta: studio di materiali e metodi per la reintegrazione delle lacune della pellicola pittorica e delle mancanze del supporto di un dipinto a olio su ardesia

Relatori:

Sara Iafrate, restauratore ICR (coordinatore);

Tullia Carratù, storico dell’arte ICR (discipline umanistiche);

Giancarlo Sidoti, laboratorio di prove sui materiali ICR (aspetti scientifici).

Altri relatori: Francesca Scirpa, restauratore ICR; Lucia Conti, laboratorio di prove sui materiali ICR.; Ludovica Ruggiero, Laboratorio di prove sui materiali ICR; Roberto Ciabattoni laboratorio di fisica e controlli ambientali ICR; Marco Bartolini, laboratorio di biologia ICR; Mauro Torre laboratorio di fisica e controlli ambientali ICR; Angelo Rubino laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR.; Claudio Santangelo, laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR; Sabrina Gualtieri, ricercatrice presso CNR-ISSMC (Istituto di Scienza Tecnologia e Sostenibilità per lo Sviluppo dei Materiali Ceramici), Faenza; Marco D’Attanasio, storico dell’arte, presso la SABAP per le province di Frosinone e Latina; Chiara Arrighi, restauratore presso la SABAP per le province di Frosinone e Latina; Francesco Frullini, architetto professionista esterno.

Inizio ore 14.00

6. CANDIDATAVirginia Lizzi

Settore PFP1: Materiali lapidei e derivati; superfici decorate dell’architettura

Titolo Tesi:

Il restauro della Pala di Sant’Antonio Abate di Tullio e Girolamo Siciolante da Sermoneta: studio di materiali e metodi per la reintegrazione delle lacune della pellicola pittorica e delle mancanze del supporto di un dipinto a olio su ardesia

Relatori:

Sara Iafrate, restauratore ICR (coordinatore);

Tullia Carratù, storico dell’arte ICR (discipline umanistiche);

Giancarlo Sidoti, laboratorio di prove sui materiali ICR (aspetti scientifici).

Altri relatori:

Francesca Scirpa, restauratore ICR; Lucia Conti, laboratorio di prove sui materiali ICR; Ludovica Ruggiero, Laboratorio di prove sui materiali ICR; Roberto Ciabattoni laboratorio di fisica e controlli ambientali ICR; Marco Bartolini, laboratorio di biologia ICR; Mauro Torre laboratorio di fisica e controlli ambientali ICR; Angelo Rubino laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR.; Claudio Santangelo, laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR; Sabrina Gualtieri, ricercatrice presso CNR-ISSMC (Istituto di Scienza Tecnologia e Sostenibilità per lo Sviluppo dei Materiali Ceramici), Faenza; Marco D’Attanasio, storico dell’arte, presso la SABAP per le province di Frosinone e Latina; Chiara Arrighi, restauratore presso la SABAP per le province di Frosinone e Latina; Francesco Frullini, architetto professionista esterno.

Inizio ore 14.00

7. CANDIDATAElisabetta Masullo

Settore PFP1

Titolo Tesi:

Il restauro della Pala di Sant’Antonio Abate di Tullio e Girolamo Siciolante da Sermoneta: studio di materiali e metodi per la reintegrazione delle lacune della pellicola pittorica e delle mancanze del supporto di un dipinto a olio su ardesia

Relatori:

Sara Iafrate, restauratore ICR (coordinatore);

Tullia Carratù, storico dell’arte ICR (discipline umanistiche);

Giancarlo Sidoti, laboratorio di prove sui materiali ICR (aspetti scientifici).

Altri relatori: Francesca Scirpa, restauratore ICR; Lucia Conti, laboratorio di prove sui materiali ICR; Ludovica Ruggiero, Laboratorio di prove sui materiali ICR; Roberto Ciabattoni laboratorio di fisica e controlli ambientali ICR; Marco Bartolini, laboratorio di biologia ICR; Mauro Torre laboratorio di fisica e controlli ambientali ICR; Angelo Rubino laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR.; Claudio Santangelo, laboratorio di rilievo e documentazione 3D ICR; Sabrina Gualtieri, ricercatrice presso CNR-ISSMC (Istituto di Scienza Tecnologia e Sostenibilità per lo Sviluppo dei Materiali Ceramici), Faenza; Marco D’Attanasio, storico dell’arte, presso la SABAP per le province di Frosinone e Latina; Chiara Arrighi, restauratore presso la SABAP per le province di Frosinone e Latina; Francesco Frullini, architetto professionista esterno.

Argomento (comune alle tre laureande Alice D'Agostino, Virginia Lizzi ed Elisabetta Masullo)

Il lavoro di tesi ha avuto come oggetto il restauro della Pala di Sant’Antonio Abate (1572) di Tullio e Girolamo Siciolante da Sermoneta, attualmente in stato frammentario, costituita da sottili lastre in ardesia dipinte ad olio ed oggi conservata presso il Castello Caetani di Sermoneta.

L’estesa lacunosità del testo pittorico ha imposto una riflessione sulla reintegrazione pittorica di questa particolarissima tipologia di manufatti, resa necessaria anche dalla quasi totale assenza di letteratura specifica sull’argomento. 

Il primo approfondimento di tesi ha avuto come obiettivo l’individuazione di un materiale per il risarcimento delle lacune degli strati pittorici che consentisse di eseguire la reintegrazione ad acquerello. Lo studio, condotto in laboratorio, ha quindi messo a confronto diverse miscele per la stuccatura, sottoponendo i campioni a diversi test prima e dopo invecchiamento artificiale.

L’analisi dello stato di conservazione del supporto in ardesia, invece, ha fornito lo spunto per il secondo approfondimento di tesi. Le lastre di ardesia, infatti, hanno un esiguo spessore e presentano mancanze e assottigliamenti.  La ricerca si è focalizzata sullo studio delle caratteristiche di miscele geopolimeriche, indagandole a confronto con materiali tradizionalmente utilizzati per il risarcimento strutturale di supporti lapidei.

In conclusione, il lavoro eseguito ha permesso di studiare in modo analitico e approfondito alcune delle tematiche conservative relative al restauro di manufatti dipinti a olio su ardesia, individuando ulteriori spunti di approfondimento e ricerca, che potranno essere intrapresi in futuro.

Proclamazione ore 16.30

Scarica il programma della sessione di laurea