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  • Restauri - Restauri conclusi
  • Il rotolo dipinto giapponese "dei trentatré cavalli", Museo Stibbert, Firenze

  • Alla stanga, Giovanni Segantini, Galleria nazionale d'arte moderna, Roma

  • Tibiae, Museo degli Strumenti Musicali, Roma

  • Rotella da parata in cuoio. Museo Bagatti-Valsecchi, Milano

  • Gli affreschi di Polidoro da Caravaggio dal Casino del Palazzo del Bufalo a Roma

  • Angelo in maiolica, Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto

  • Storie di Sant'Orsola. L'arrivo a Colonia, Vittore Carpaccio, Gallerie dell'Accademia, Venezia

  • La cassaforte della casa dei Vettii, Pompei

  • Cromatica, Guido Strazza, Macro, Roma

  • Mappa toroidale di 5 paesi e 4 colori, Sergio Lombardo, Macro, Roma

  • Il Satiro Danzante di Mazara del Vallo

  • La peschiera della villa romana di Torre Astura, Nettuno, Roma

  • Il polittico di Santa Sabina, cappella di San Tarasio, chiesa di San Zaccaria a Venezia

  • Elefantino di piazza della Minerva a Roma

  • Baia sommersa, Villa dei Pisoni, Pavimento in mosaico bianco

  • Baia sommersa, Terme di Punta dell'Epitaffio. Pavimento in opus sectile

  • Baia Sommersa, Via Erculanea

  • Pietà con San Giovanni, la Maddalena e un Vescovo, Chiesa di Sant'Agostino, Gallese

  • Il Mitra tauroctono dalla Civita di Tarquinia

Restauri conclusi

  • Portiera Oddi-Montesperelli, Firenze

    La portiera Oddi-Montesperelli (mm 1760 x 1080) proviene dalla raccolta antiquaria di Stefano Bardini (1863-1922) e di suo figlio Ugo, acquisita dallo Stato italiano nel 1996 (e denominata Museo e Galleria Mozzi Bardini), comprendente circa 30.000 oggetti d'arte di varia tipologia, epoca e provenienza. Essa è parte di un’ampia collezione di arredi in cuoio dorato e dipinto (paliotti, parati, rivestimenti di mobilia, ecc.) - tra le più rilevanti in Italia per numero e qualità dei pezzi – composta da manufatti sia integri che frammentari, databili tra XVI e XVIII secolo.

    L’ISCR ha dedicato a questa collezione un progetto di studio e d’intervento, finanziato dal Mibac nell’ambito della programmazione lavori pubblici per gli anni 2003 e 2005, che si è articolato nelle seguenti fasi:

    - schedatura tecnico-conservativa di un cospicuo numero di arredi selezionati per affinità tipologiche, tecniche di esecuzione, repertori decorativi e iconografici;

    - spolveratura e immagazzinaggio in appositi contenitori dei manufatti schedati;

    - restauro, con finalità didattiche e metodologiche, di alcuni degli arredi individuati per rilevanza storico artistica e particolare interesse dei problemi conservativi.

    L’intervento sulla portiera Oddi-Montesperelli si inserisce  in questo contesto e ha consentito di approfondire le problematiche relative al montaggio e al tensionamento degli arredi in cuoio, tema di ricerca approfondito dal Laboratorio negli ultimi anni. Coerentemente con tale linea di ricerca, nell’ambito del restauro della portiera, è stata progettata e costruita una struttura di sostegno in grado di evitare al manufatto sollecitazioni meccaniche dannose, e di evocarne insieme, per quanto possibile, l’originaria funzione d’uso.

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  • Gli affreschi di Polidoro da Caravaggio dal Casino del Palazzo del Bufalo a Roma

    Le decorazioni monocrome ad affresco che decoravano il Casino del Bufalo,  nel giardino del Palazzo del Bufalo-Cancellieri, conservate, dopo la loro estrazione dalla facciata nel 1885, nelle collezioni del Museo di Roma, raccontano le Storie di Perseo e Andromeda tratte dalle Metamorfosi di Ovidio.
    I sei dipinti superstiti sono stati oggetto di un progetto di restauro molto delicato ed impegnativo da parte dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, a causa del grave stato di conservazione, reso possibile solo da una stretta collaborazione tra soggetti pubblici e privati che dal 2007 a oggi hanno collaborato per far tornare in vista queste preziose testimonianze.

    E’ stato così che l’Iscr, il Comune di Roma e la Fondazione Paola Droghetti onlus hanno investito risorse e passione per raggiungere lo scopo. La Fondazione Droghetti ha contribuito al restauro, eseguito presso i laboratori dell’Istituto attraverso l’assegnazione di cinque borse di studio a giovani restauratori appena diplomati alla Scuola di Alta Formazione dell’Iscr. Proprio la complessità del lavoro ha richiesto di integrare il lavoro con un contributo economico dell’Istituto  con due finanziamenti inseriti nella Programmazione del MiBACT.

    I preziosi frammenti sono la testimonianza dell’operare di due pittori Polidoro da Caravaggio e Maturino da Firenze, che negli anni romani realizzano le decorazioni di molte facciate, anche di grandi dimensioni, con una produzione che sfiorava le sei, sette facciate l’anno.

    Questo complesso restauro ha fatto di questo intervento anche un’occasione catalizzante di studio e ricerca per le professionalità presenti in Istituto.

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  • Baia sommersa, Villa dei Pisoni, muro sud-ovest del viridarium

    La villa dei Pisoni, passata in età neroniana al demanio imperiale, subì significative trasformazioni in età adrianea (117-138 d.C.). A questo periodo risale il grande cortile centrale a pianta rettangolare (circa m 100x60), identificato generalmente come viridarium, che presenta su ogni lato porticati riccamente decorati, alcuni con nicchie curvilinee inquadrate da semicolonne in laterizio.

    Durante la prima campagna di restauro svolta nel 2004, nell’ambito del progetto Restaurare sott’acqua, si è iniziato a restaurare il muro monumentale sud-ovest realizzato con specchiature in opus mixtum e semicolonne di laterizio. Il restauro del muro si è concluso nel 2010.

    L’intervento conservativo del 2004 ha permesso di ricostituire gli elementi mancanti della base e della fondazione di una delle semicolonne. Inoltre è stata ripristinata la malta interstiziale della semicolonna e dei muri adiacenti e sono state risarcite le lacune sul retro della muratura. Durante la campagna del 2005 sono state stuccate le connessioni tra i laterizi, consolidato il nucleo in conglomerato e effettuata la stilatura dei giunti nel retro del muro della semicolonna N.13. Inoltre è stato restaurato un tratto di muratura ricostituendo parte dell’ opera a sacco ed è stata risarcita una porzione del paramento in opera mista. Con l’intervento del 2010 si è concluso il consolidamento dell’intero muro monumentale.

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  • Stendardo di San Giovanni Battista, Città di Castello

    In occasione della riconsegna alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello (PG) del Gonfalone della Santissima Trinità di Raffaello, è stato sottoposto alla nostra attenzione questo stendardo.

    L’opera era caratterizzata da tecniche esecutive e problemi conservativi di grande interesse per le attività di ricerca e formazione di questo istituto. Lo stendardo presentava numerose lacerazioni della tela che avrebbero richiesto un risarcimento complesso e delicato non essendo possibile ricorrere alla foderatura poiché dipinto su entrambe le facce.

    Lo stendardo è stato quindi accolto presso i nostri laboratori nel 2007 per avviare il delicato intervento, che è stato ultimato nel settembre 2010.

     

    restauro e documentazione grafica:
    Federica Cerasi
    Alessandra Ferlito
    Giorgia Pinto

    realizzazione della struttura di sostegno: Antonio Iaccarino Idelson e Carlo Serino (Equilibrarte)

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